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LA BIBLIOTECA DELL’ERSA: UN PREZIOSO PATRIMONIO LIBRARIO CON IMPORTANTI STUDI STORICO-AMPELOGRAFICI SULLA VITICOLTURA E NON SOLO

Franca Cortiula e Chiara Maran

Nel 1881 l’imperial regio Istituto bacologico sperimentale di Gorizia, fondato nel 1869, viene trasformato in imperial regio Istituto di bachicoltura ed enologia. Questo cambiamento di nome e ampliamento di interessi di ricerca fa seguito alle nuove avversità che colpiscono il mondo agricolo. Se nel 1869 il nemico da combattere era la pebrina, malattia del baco da seta che aveva messo a rischio la sopravvivenza dell’industria serica in Europa, ora i nemici sono più di uno e tutti si accaniscono contro la vite. Tignola dell’uva, oidio, peronospora, filossera sono i flagelli che si abbattono sui vigneti causando danni economici incalcolabili e costringendo così molti agricoltori a capitolare.
E’ necessario lo studio di soluzioni efficaci, servono informazioni in merito alle linee d’azione intraprese negli altri paesi, si impone la costituzione di una rete divulgativa capace di diffondere le novità sui rimedi individuati.
 
 Il superare felicemente quest’ultima conseguenza del funesto morbo dell’uva è ora una questione vitale […]. Noi […] esporremo oggi le nuove proposte di Pasteur e di Scoutetten, le quali se reggeranno la prova, potrebbero causare una rivoluzione radicale nell’arte di governare i vini […]
                                                    Atti e Memorie dell’ i. r. Società Agraria di Gorizia, 1871.


Il mezzo per apprendere studiare, informare, divulgare, è, da quando la felice invenzione di Gutenberg lo permette, la carta stampata.
L’Istituto si arricchisce in breve tempo di un patrimonio librario imponente: trattati storico-ampelografici, manuali pratici dedicati alla coltivazione della vite, testi sulla conservazione del vino e sulle corrette pratiche della cantina, volumi dedicati agli innesti.
Presso l’Istituto di Gorizia lavorano studiosi di dichiarata fame internazionale come Friedrich Haberland, Giovanni Bolle, Adolfo Postl, Francesco Gvozdenovic, Arturo Devarda, Adolfo Beneschovsky, Francesco Wohac. Gli studi viticoli ed enologici di questi ricercatori stupiscono ancora oggi per la loro attualità, precisione e lungimiranza ma, soprattutto, per la visione integrata con cui affrontano i problemi. Esempio significativo è l’indagine sulle caratteristiche della viticoltura del Collio e della valle del Vipacco, che includono analisi pedologica, caratteristiche ampelografiche dei vitigni, sistemi di coltivazione. In enologia meritano di essere ricordate per la loro attualità gli studi sull’impiego di lieviti selezionati. Da queste ricerche si ottengono undici varietà di fermenti specifici dei principali vitigni del goriziano.
A conclusioni delle ricerche e studi, i lavori vengono puntualmente pubblicati andando ad arricchire il patrimonio librario dell’Istituto.
Nel 1891, stampato dalla tipografia Paternolli di Gorizia, esce il catalogo della biblioteca.


    L’Eccelso i. r. Ministero d’agricoltura con decreto del 28 Gennaio 1890 N.0 18981/1866 , permise che i libri della Biblioteca dell’ i.r. Istituto sperimentale di Gorizia vengano ceduti a titolo d’imprestito. […] I libri potranno venire consegnati a titolo d’imprestito a persone facenti parte il corpo insegnante degli Istituti d’istruzione, ad impiegati di Uffici pubblici, a studenti di Scuole superiori, a Società scientifiche […]. Persone private potranno pure fare uso della biblioteca. […] La biblioteca dell’i.r. Istituto sperimentale, il cui catalogo viene in seguito pubblicato, comprende oltre 3000 volumi di opere di scienze naturali e d’agricoltura, riguardanti in ispecialità la bachicoltura, la viticoltura, l’enologia e le malattie delle piante.

                                                                          La Biblioteca dell’i.r. Istituto sperimentale di
                                                                          bachicoltura e ed enologia di Gorizia, 1894




Alcuni dei titoli della sezione di viticultura. 

     Sull’adattamento dei vitigni e sul modo di determinarlo, C. Hugues, 1889
    Vinification et Conservation du Vin, G. Battanchon, 1890
    Une Mission viticole en Amérique, P. Viala, 1889
    Uber Organisation zur Bekampfung der Phylloxera in Osterreich,  F.   Goethe, 1890
    Saggio di una Ampelografia universale, G. de Rovasenda, 1877


Dai 3000 testi presenti nel catalogo del 1891 si arriva agli oltre 13.000 del 1918. L’anno dopo, con l’attuazione del trattato di pace di St. Germain, Gorizia passa al Regno d’Italia. Si rovescia radicalmente la collocazione geografico-economica del territorio e per l’Istituto inizia una inarrestabile parabola discendente.
Negli ultimi giorni del conflitto mondiale la sede dell’istituto, situata in via Alvarez al numero 9, e il suo prezioso patrimonio librario si trovano esattamente sulla linea del fronte dove i cannoneggiamenti delle parti belligeranti sono più intensi. E’ grazie al coraggio e alla determinazione di Gino Cosolo, ufficiale medico dell’Esercito Italiano, che l’intero patrimonio viene messo in salvo. Nel tempo questa preziosa raccolta trova varie collocazioni  ma è solo nel 2003 che inizia un razionale lavoro di catalogazione e inventariazione dei documenti. Dal 2007 l’intero catalogo è consultabile sul sito dell’ERSA, nell’area Divulgativa Biblioteca.
Come già accennato una parte rilevante dei testi è dedicata alla viticoltura e all’enologia, 1373 pubblicazioni per l’esattezza, senza contare che su quasi tutti i periodici dell’epoca - come L’Amico del Contadino, L’Agricoltura Friulana, l’Isonzo Agrario, l’Istria Agricola e molti altri - troviamo numerose pagine dedicate proprio a questi argomenti.
Stupefacenti le calcografie e silografie raffiguranti strumenti enologici o attrezzatura per pratiche di cantina. Impareggiabili le tavole ampelografiche, i cui colori e sfumature donano al disegno una capacità rievocativa immediata: immagini dal contrasto equilibrato ricche di particolari mirabilmente riprodotti.
Una volta appagati gli occhi possiamo soffermarci sulla parte descrittiva. I testi spaziano dalle nozioni tecniche alle informazioni sul nostro territorio, molte pagine sono dedicate agli scambi di opinioni ed esperienze fra ricercatori. Ampio spazio viene infine dedicato all’istruzione dei contadini ai quali vengono indicate le corrette pratiche per raggiungere buoni risultati nel loro lavoro. Tra i diversi precetti e regole evidenziamo questo suggerimento:

  L’esposizione migliore del vigneto è quello in cui spira aria pura, e dove il sole vibra   più lungo tempo i raggi.

   Istruzioni pratiche sul modo di ben  fare e conservare il vino
                                                                                               Vincenzo Dandolo, Milano, 1812

A noi, che abbiamo il privilegio di vivere quotidianamente a diretto contatto con questo prezioso patrimonio, piace pensare a questa biblioteca come ad un ponte fra la nostra realtà culturale e il nostro passato, un ponte che racconta in maniera puntuale le scelte operative fatte sul territorio.

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Immagine 1 - Traitè Thèorique et Pratique Sur la Culture De La Vigne, Avec l’Art de Faire le Vin, les Eaux-de-  Vie,  Esprit-de Vin, Vinaigres Simples et Composès.       J. A. C.Chaptal, Paris 1801.

Immagine 3 - Traitè Thèorique et Pratique Sur la Culture De La Vigne, Avec l’Art de Faire le Vin, les Eaux-de-Vie, Esprit-de Vin, Vinaigres Simples et Composès.       J. A. C.Chaptal, Paris 1801.

Immagine 4 - Weinbau und Kellerwirthschaft in Frankreich.  J.F. Zawodny, Innsbruck, 1894

Immagine 5 - Ampelografia Italiana        Ministero d’Agricoltura e Commercio, Torino 1885

Immagine 6 - Istruzioni pratiche sul modo di ben fare e conservare il vino     Vincenzo Dandalo, Milano 1812


domenica 4 luglio 2010
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